I Discendenti dell’orologio

Titolo: I Discendenti dell’orologio
Autore: Eleonora Piancatelli
Editore: Porto Seguro
Data di pubblicazione: 3 settembre 2020
Genere: urban fantasy
Pagine: 263

Buongiorno lettori, oggi vi parlo di Eleonora Piancatelli e del suo urban fantasy “I Discendenti dell’orologio”.

Prima di tutto ringrazio l’autrice per la collaborazione e la copia cartacea del libro, impreziosita da dedica e segnalibro fatto a mano, oltre che portachiavi in sughero a forma di orologio con citazione del libro… Già solo questo pacchetto è una perfetta presentazione per il libro!

Come sempre eccovi prima la trama e poi la recensione.

Adel è una giovane donna determinata e con i piedi per terra, la cui vita è appena stata sconvolta dalla morte del padre. Seguendo le sue ultime volontà incontra un uomo muto e misterioso, Lionel, al fine di consegnargli una cassetta di sicurezza appena ereditata e dal contenuto enigmatico: una penna e dei fogli. Adel scoprirà, suo malgrado, che non sono oggetti qualunque, così come Lionel e i suoi genitori non sono persone qualunque: lei stessa è una Discendente dell’Orologio, capace di vedere il passato e il futuro, proprio come loro. Mentre i legami con Lionel e con Gilbert, il bambino accolto da quest’ultimo, si fanno sempre più stretti e intensi, tutti e tre dovranno prepararsi alle minacce di chi vuole aprire il portale dell’Orologio per cambiare la Storia. Riusciranno i Discendenti a prevalere su chi si vuole approfittare dei loro poteri? Adel e Lionel salveranno il mondo e se stessi? Un fantasy che non trascura un delicato approfondimento delle vicende umane dei protagonisti.

Stavolta mi son trovata davanti una trama già abbastanza dettagliata, che pensavo fosse penalizzante per il libro, ed invece mi sono dovuta ricredere, perché gli eventi narrati accadono proprio nella prima parte del romanzo.

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Non vi è una sola protagonista, a mio parere, ma ben tre, perché Adel (colei che conosciamo per prima) è legata appieno con gli altri due personaggi: Lionel e Gilbert.

Innanzitutto devo aprire una parentesi prima di continuare a parlarvi della storia, per parlarvi di un genere particolare: l’urban fantasy.

Infatti mi aspettavo di leggere le solite tematiche adolescenziali ambientate, appunto, ai giorni nostri o in un futuro prossimo, ed invece mi ha letteralmente sorpresa, perché presenta tematiche adulte e con un linguaggio più maturo rispetto al genere con cui viene etichettato.

Ritornando alla storia, l’ho trovata veramente originale e ben scritta, attirandomi e tenendo la mia attenzione alta e costante per tutta la lettura.

La leggenda dei Discendenti e degli Scriba viene spiegata perfettamente ed i dialoghi sono, secondo me, il punto forte di tutta la narrazione.

Il personaggio di Lionel (di cui -lo ammetto- mi sono follemente innamorata) è muto per motivi che vengono poi spiegati nella storia, e quindi utilizza fogli ed sms per poter comunicare; tutto questo sembra facile a dirsi ma difficile a narrarlo, e l’autrice è stata bravissima nel farlo.

I dialoghi con Lionel, quindi, vengono presentati in corsivo, per sottolineare la differenza del canale di comunicazione, ma ci sono momenti in cui mi son trovata a credere che Lionel stesse parlando e non scrivendo, per farvi capire la bravura con cui questi dialoghi sono stati trattati.

Ecco un piccolo esempio in cui Lionel inizia a spiegare (in un foglio) le leggende dei Discendenti dell’orologio ad Adel:

Ci sono delle regole. Ho già detto che è quasi impossibile vedere il futuro o il passato di se stessi e della propria famiglia. Con le dovute eccezioni. Ma questi doni comportano molto altro. Come prima cosa gli Scriba possono modificare le Opere Magne, i libri su cui è riportata la storia e che noi proteggiamo. L’altra riguarda l’orologio, quello nella sala in cui siamo entrati. Ne esistono diversi in tutto il mondo e non scandiscono solo il tempo ma anche gli eventi…

Non solo dialoghi ben scritti, ma anche alcune scene d’azione che fanno venire i brividi. In particolare una scena di rapimento che mi ha colpita molto perché l’ho sentita addosso come se fossi lì.

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Ricollegandomi al discorso precedente dell’urban fantasy, vediamo come l’elemento fantasy è presente, ma in secondo piano, perché viene dato rilievo ai personaggi ed al loro passato, e l’ho trovato un elemento particolare ed interessante, soprattutto dato che è stato il romanzo d’esordio dell’autrice.

Quindi, anche per questa caratterizzazione dei personaggi, il mio parere sul romanzo non può che essere assolutamente positivo, perché si nota che c’è del potenziale nell’autrice.

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Parlando dei personaggi, sono ben descritti, come già detto prima e hanno tutti e tre lo stesso spazio all’interno della storia, nessuno di loro viene messo in secondo piano o oscurato dall’altro.

Ne conosciamo singolarmente il passato, ed hanno un elemento che li lega: un trauma che fa parte di loro e che li rende fragili, ma allo stesso tempo coraggiosi.

Tutti e tre infatti hanno vissuto un episodio che li ha colpiti e cambiati:

Lionel ➡ è muto, e nel libro racconta l’episodio che ha causato ciò;

Adel ➡ perdita del padre all’inizio del libro;

Gilbert ➡ rimasto orfano e sotto la protezione di Lionel;

Vi sono poi i personaggi secondari, come ad esempio alcuni Discendenti che aiutano i protagonisti e poi vi sono coloro che vogliono rubare degli elementi preziosi che possono destabilizzare il tempo, e sono tutti straordinariamente descritti… Insomma se questo è un lavoro d’esordio, dobbiamo aspettarci grandi cose da questa giovane autrice!

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E concludo con una citazione che mi è rimasta impressa, e non perché è complessa o altro, ma perché è semplice e fa riflettere sulle bellezze della quotidianità, che forse, a volte, si apprezzano meglio dopo “una tempesta”:

Il cielo notturno estivo era coperto di stelle splendenti. Una brezza dolce le scompigliava i capelli. In lontananza, dalla città, proveniva il continuo e incessante rumore della vita: il camminare dei mezzi di trasporto, il chiaccherare delle persone e la musica degli schermi pubblicitari. I profumi speziati dei ristoranti e quello salato del mare che si mischiavano.

Era uno spettacolo affascinante, sempre presente e in attesa di farsi elogiare…

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